Tariffe per licenze da diritto d’autore: chi decide?

Il seguente articolo è stato precedentemente pubblicato nella rubrica “Note Legali risponde” tenuta sul sito Plindo, in forma di domande specifiche degli utenti e nostre risposte. Lo ripubblichiamo qui integralmente, trovando questa forma utile per aiutare la comprensione dei nostri lettori.

Chi decide le quote per l’utilizzo dei miei brani?

Siamo nell’ambito del diritto d’autore, più precisamente si vuole sapere chi stabilisce e come vengono determinate le percentuali/tariffe che gli utilizzatori di opere altrui devono versare agli autori.

Naturalmente, è necessario premettere che qualora l’autore gestisca individualmente (cioè da solo) l’utilizzazione delle proprie opere, senza avvalersi di intermediari (quali le società di gestione collettiva, come SIAE, per esempio) sarà lo stesso autore a determinare se e a quali condizioni (di utilizzo ed economiche) concedere l’uso delle proprie opere musicali, in quanto non sussistono tariffe o criteri predeterminati per legge. L’opera musicale è proprietà esclusiva dell’autore che ne può disporre come meglio crede, come qualunque altra proprietà.

Normalmente, tuttavia, è molto difficile per l’autore gestire da solo la moltitudine di utilizzazioni che avvengono nella società odierna, soprattutto se le sue opere godono di una certa notorietà e vengono utilizzate anche da altri. Per tale  ragione l’autore preferisce affidare il mandato a una società di gestione collettiva per la concessione di taluni (i maggiori) usi delle sue opere, affinché questa società, dietro un compenso di intermediazione, detto aggio, incassi i suoi proventi e li corrisponda all’autore.

Se parliamo della SIAE, che in Italia è l’ente preposto a tale scopo e che è gestito da rappresentanze elette dagli autori ed editori ad essa associati, le tariffe verso il pubblico vengono decise dal Consiglio di Gestione (il Governo della SIAE), così come anche l’aggio (ovvero la quota che la SIAE richiede a copertura delle proprie spese, il quale oggi oscilla, a seconda delle classi di utilizzo tra l’8% e il 22%), e in definitiva anche il criterio di ripartizione, su parere non vincolante della Commissione Musica. Qui si trovano alcune indicazioni generali, mentre il testo dell’ordinanza di ripartizione è pubblicato sul bollettino sociale (qui l’ultima in vigore).

Condividi

Autore

Andrea Marco Ricci

Avvocato, dottore di ricerca in Informatica Giuridica e Diritto dell’informatica, docente, divulgatore. È il promotore, fondatore e presidente di Note Legali, Associazione italiana per lo studio e l’insegnamento del diritto della musica.