Un master fonografico in regola: 7 regole per avere tutti i diritti e dormire sereni

Se oggi è facile realizzare un master fonografico professionale o quasi, altrettanto facile è trovare sfruttamenti dello stesso: dalle cessioni alle licenze per la sola distribuzione, troviamo sul mercato diverse possibilità. Non va però trascurato il profilo legale: difatti i passi da rispettare per poter avere tutti i diritti in mano non sempre vengono rispettati. Meglio essere tranquilli evitando i possibili rischi giuridici che si avrebbero, soprattutto, nel momento in cui venga fatto un qualche uso pubblico delle registrazioni (pubblicazione, vendita, licenza, semplice ascolto, messa online, ecc.).

La lista degli adempimenti per avere un master in regola non è lunga ma andrebbe rigorosamente rispettata: basta un solo aspetto scoperto per esporsi a possibili conseguenze legali, fino ad arrivare all’impossibilità di usarlo. Procediamo in ordine temporale, così da vedere passo passo, durante la realizzazione del master, ogni adempimento. Consigliamo di (ri)leggere, a premessa, il nostro glossario sui contratti per capire meglio quanto concerne patti scritti, contratti e liberatorie.

Le regole da seguire riguardano quanto segue:

  • Studio di registrazione/missaggio
  • Liberatorie/contratti con i musicisti
  • Previdenza per i musicisti in studio
  • Informativa privacy
  • Layout discografico
  • Accordo tra co-produttori
  • Adempimenti fiscali

Vediamo analiticamente i dettagli.

  • STUDIO DI REGISTRAZIONE/MISSAGGIO

Salvo che non si faccia davvero tutto in casa, è frequente registrare presso studi di terzi, o perlomeno farvi il mastering/missaggio o altri editing. Bene, in tal caso si deve badare ad avere in mano un contratto relativo alle prestazioni dello studio, o quantomeno una fattura o altra quietanza scritta in cui sia chiaro che lo studio si è limitato a gestire la parte tecnica/artistica della registrazione (una dizione tipo “affitto sala registrazione”, “mastering”, “produzione artistica/esecutiva”, ecc.) e che non è il produttore fonografico (ovvero colui che ha pagato le spese di registrazione).

In mancanza, lo studio potrebbe rivendicare di essere in qualche misura il produttore o co-produttore fonografico delle registrazioni, quindi il titolare dei relativi diritti e impedirvi il libero sfruttamento. Addirittura potrebbero cercare di “scipparvi” tutti i diritti sul master, se avete difficoltà a provare quanto avvenuto.

Se poi lo studio non offre solo il supporto tecnico ma anche quello esecutivo/artistico (ad es. chiama i musicisti a suonare, fornisce il produttore artistico, ecc.), consegnando un master “chiavi in mano”, meglio farsi garantire per iscritto che il titolare dello studio ha provveduto: a) a versare la previdenza dello spettacolo a tutti (musicisti e propri tecnici – vedremo al prossimo punto 3); b) ad acquisire per iscritto i diritti connessi dai musicisti con apposite liberatorie (vedremo al punto successivo nel dettaglio); c) ad acquisire per iscritto i diritti su eventuali campioni/sample che abbia inserito nelle registrazioni (come illustrato in un nostro precedente articolo).

In mancanza, lo studio potrebbe affermare di non avere responsabilità per inadempimenti di legge che di fatto seguiva direttamente, rimanendo solo voi con il cerino acceso in mano…

  • LIBERATORIE/CONTRATTI CON I MUSICISTI

In studio suona qualcun altro oltre a voi che siete gli (auto)prodotti? Il turnista deve rilasciarvi per iscritto (cioè sottoscritta in cartaceo, una semplice email non basta) apposita liberatoria, ove vi cede tutti i propri diritti connessi come artista esecutore su quella registrazione. La cessione va fatta a vostro favore come produttori fonografici (se siete più d’uno, ovviamente dovete figurare tutti congiuntamente come co-produttori). Se il turno è fatto a pagamento, allora dovrete indicare anche il corrispettivo; se invece è gratuito, dovrete indicare almeno una controprestazione, come ad es. la notorietà e maggior professionalità artistica che deriva dalla partecipazione alla registrazione.

Se poi non si trattasse di autoproduzione, bensì di vera produzione di altri musicisti, invece della liberatoria si redigerà un completo contratto discografico (vedete qui il contenuto).

In mancanza, l’artista potrebbe farvi causa per il risarcimento dei danni, inoltre può richiedere il ritiro dal commercio del master (a vostre spese), sempre in sede giudiziale.

  • PREVIDENZA PER I LAVORATORI IN STUDIO

Da tempo scriviamo su queste tematiche e qui potete leggere di tutti gli adempimenti in merito. In sostanza, se vi è prestazione artistica in studio, occorre che il produttore versi i contributi all’INPS (exEnpals, oggi INPS Fondo dello spettacolo), anche se il musicista suona gratis (in tal caso, si fanno i conti sui minimali di legge in vigore). Resta da vedere se il musicista è un turnista (per cui si applica il solito contributo al 33% dell’imponibile) oppure un artista primario (in tal caso si devono versare i contributi secondo una tabella ministeriale, indicata nel nostro articolo). A differenza della musica dal vivo, per la musica in studio non esistono casi di esenzione: vanno sempre versati i contributi. I contributi vanno dunque versati da parte del produttore (vedete qui il ruolo del cosiddetto “organizzatore” con la necessaria iscrizione INPS), salvo il caso particolare del lavoratore autonomo esercente attività musicale (in tal caso, provvede da sé il musicista, come abbiamo esposto qui).

In mancanza, l’INPS o il lavoratore stesso potrebbero ravvisare la violazione dell’obbligo contributivo, con relative responsabilità e sanzioni (notevoli) a carico del produttore.

  • INFORMATIVA PRIVACY

Altro aspetto ignorato dai più: poiché nell’utilizzo del master adopererete pubblicamente anche i dati personali (ad es. nome, cognome, immagine, contatti, ecc.) identificativi di diverse persone fisiche (cioè musicisti, a volte anche i tecnici dello studio, lo studio stesso se è intestato a persona fisica), allora ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (Codice della privacy) dovrete rilasciare previa informativa al trattamento di tali dati, meglio se scritta. Cosa ci va? È tutto indicato all’art. 13 del Codice, stando attenti a riportare esattamente il vero utilizzo che farete dei dati (quindi attenzione a scopiazzare informative reperite in giro).

In mancanza, l’interessato (cioè colui a cui appartengono i dati personali) può agire giudizialmente o, più semplicemente, segnalando la violazione al Garante della privacy. Si rischiano, in particolare, sanzioni pecuniarie non lievi.

  • LAYOUT DISCOGRAFICO

Il master è di norma accompagnato da foto, grafiche, copertina e altri elementi visivi d’immagine, da noi già esaminati in passato. Si tratta sempre di opere dell’ingegno, per cui il loro creatore/titolare deve sempre autorizzarvi per iscritto al loro utilizzo discografico (che sia licenza temporanea o cessione definitiva, nulla cambia: va provato per iscritto). Idem per eventuali loghi grafici (a identificare l’etichetta o la band).

In mancanza, i rischi sono identici a quelli della mancanza di liberatorie/contratti degli artisti: risarcimento danni e ritiro delle opere usate illecitamente.

  • ACCORDO TRA CO-PRODUTTORI

Uno degli aspetti più trascurati e tuttavia più insidioso: se siete più d’uno ad auto-produrvi, come si regolano i rapporti tra voi? Meglio avere un contratto di co-produzione in cui disciplinare tutto questo, specie se i rapporti tra voi un domani dovessero incrinarsi. Si deve mettere per iscritto quanto più possibile, ad esempio: che accade se uno dei membri lascia la band, chi ha l’eventuale diritto di rappresentare tutti gli altri e quindi può firmare contratti con terzi a nome di tutti, come si gestiscono spese e incassi dallo sfruttamento del master, ecc.

In mancanza, uno dei co-produttori che voglia creare problemi potrebbe mettersi di traverso e impedirvi l’uso del master, fino al risarcimento danni e al ritiro del master.

  • ADEMPIMENTI FISCALI

Se per tutto quanto sopra girano dei soldi (ad es. pagamento dei turnisti, dello studio, del fotografo, ecc.), allora ci dovrà sempre essere una fattura (per chi ha partita IVA) o almeno una ricevuta emessa da parte di chi riceve il denaro a favore del produttore. Senza confondere gli adempimenti fiscali con quelli visti sopra (cioè la fattura/ricevuta non supplisce, di per sé, a mancanze di contratti, liberatorie o inadempimenti previdenziali).

In mancanza, sappiate che siete tutti corresponsabili (sia chi paga che chi incassa il denaro) di evasione o irregolarità fiscale. Con relative sanzioni.

Condividi

Autore

Andrea Michinelli

Avvocato, cofondatore e membro del consiglio direttivo di Note Legali, si occupa da anni di diritto dello spettacolo e delle nuove tecnologie, in particolare nel settore musicale.