Fair Internet for Performers

Note Legali ti invia ad aderire alla campagna/petizione “Artisti uniti per l’equa remunerazione dei diritti digitali”.

AEPO-ARTISEuroFIAFIM e IAO, che rappresentano più di 500.000 artisti tra musicisti, cantanti, attori e ballerini in Europa, hanno lanciato e stanno portando avanti la “Campagna per l’equa remunerazione dei diritti digitali degli artisti”.

Fino ad ora la legislazione sulle utilizzazioni digitali si è basata sui diritti esclusivi di riproduzione e messa a disposizione al pubblico, che vengono trattati direttamente dai produttori fonografici e raccolti anche per mezzo dei distributori digitali di musica. In questi casi, sullo streaming, l’artista non percepisce che un compenso assai ridotto, se non, come avviene per gli artisti comprimari, nulla.

Il diritto di comunicazione al pubblico, che prevede la remunerazione di un equo compenso per la diffusione di registrazioni fonografiche, come ad esempio in radio, in tv e nei pubblici esercizi, che viene oggi raccolto dalle società di gestione collettiva degli artisti interpreti ed esecutori (come ad esempio NUOVOIMAIE), non si applica agli streaming interattivi.

Il futuro del mercato della musica sono proprio tali utilizzazioni, che tuttavia generano per la categoria compensi polverizzati o effimeri anche per un grande numero di ascolti e quando venne elaborata la legislazione europea, basata sul download a pagamento, non si pensava che questi modelli di business sarebbero divenuti quelli più utilizzati.

AEPO-ARTISEuroFIAFIM e IAO chiedono alla Commissione Europea, al Parlamento e al Consiglio di predisporre delle misure che garantiscano agli artisti di ricevere un’equa quota dei ricavi delle utilizzazioni online, attraverso un compenso non negoziabile, una sorta di “equo compenso”, in particolare relativamente allo streaming on demand (su modello di Spotify o Youtube per esempio).

Tale richiesta non modifica il modello di business dei produttori fonografici, che gestirebbero comunque il diritto esclusivo di riproduzione e messa a disposizione al pubblico e garantirebbe una equa remunerazione per gli artisti.

I consumatori sarebbero più stimolati a usare modelli di business legali perché gli artisti percepirebbero un giusto compenso per tali utilizzazioni.
Gli utilizzatori sarebbero costretti a versare un compenso alle società di collecting degli artisti interpreti ed esecutori.

Tutte le associazioni di categoria degli artisti, le collecting di artisti e le associazioni di musicisti d’Europa stanno sottoscrivendo una PETIZIONE, per fare sentire la propria voce.

Ti invitiamo ad aderire, cliccando qui.

Ne va del futuro della categoria.

Visita il sito della campagna per maggiori approfondimenti www.fair-internet.eu