ACCEDI
ISCRIVITI
NOTE LEGALI
  • CHI SIAMO
    • Cos’è Note Legali
    • Lo Staff
    • Testimonianze
    • Organi Sociali
    • Lo Statuto
  • COSA FACCIAMO
    • Consulenza legale e contrattuale
    • Formazione
    • Recupero compensi
      • Recupero compensi Artisti
      • Recupero compensi per direttori della fissazione
      • Recupero compensi produttori fonografici
    • Trascrizione opere musicali
    • Campagne e iniziative
      • Cam – Coordinamento Associazioni dei Musicisti
      • Forum Arte & Spettacolo
      • UNISCA
      • 5×1000 a Note Legali
      • #noSecondaryTicketing
      • Codice deontologico musicisti
    • Convenzioni e sconti per i soci
    • Note Legali Classica
  • News
  • IMPARA
    • Formazione online
    • Articoli Formativi
    • Video
    • Libri
  • ISCRIVITI
    • Perché associarsi
    • Iscrizione
    • Pagamento della quota sociale
    • FAQ iscrizione
  • Contatti
No Result
View All Result
NOTE LEGALI
ACCEDI
ISCRIVITI
  • CHI SIAMO
    • Cos’è Note Legali
    • Lo Staff
    • Testimonianze
    • Organi Sociali
    • Lo Statuto
  • COSA FACCIAMO
    • Consulenza legale e contrattuale
    • Formazione
    • Recupero compensi
      • Recupero compensi Artisti
      • Recupero compensi per direttori della fissazione
      • Recupero compensi produttori fonografici
    • Trascrizione opere musicali
    • Campagne e iniziative
      • Cam – Coordinamento Associazioni dei Musicisti
      • Forum Arte & Spettacolo
      • UNISCA
      • 5×1000 a Note Legali
      • #noSecondaryTicketing
      • Codice deontologico musicisti
    • Convenzioni e sconti per i soci
    • Note Legali Classica
  • News
  • IMPARA
    • Formazione online
    • Articoli Formativi
    • Video
    • Libri
  • ISCRIVITI
    • Perché associarsi
    • Iscrizione
    • Pagamento della quota sociale
    • FAQ iscrizione
  • Contatti
No Result
View All Result
NOTE LEGALI
No Result
View All Result
Home News Diritto d’autore

IA & musica: aggiornamenti normativi sull’intelligenza artificiale, cosa sta succedendo a livello legislativo?

di Avv. Andrea Michinelli

18 Marzo 2026
in Diritto d’autore, Music Business, Musica e internet
0 0
0

All’alba del 2025 in un primo articolo avevamo tracciato un bilancio delle problematiche giuridiche legate all’uso dell’intelligenza artificiale nel settore musicale, avvertendo che il quadro normativo era ancora in gran parte da scrivere. Ebbene, nel corso dello stesso anno qualcosa di molto concreto è accaduto, e da allora il quadro non ha smesso di evolversi.

Il 17 settembre 2025 il Senato ha approvato in via definitiva la Legge 23 settembre 2025, n. 132, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025. Si tratta della prima legge nazionale italiana organicamente dedicata all’intelligenza artificiale. Su questo sito abbiamo già illustrato i due obblighi operativi più immediati per chi lavora su commissione — la trasparenza verso i committenti (art. 13) e il vincolo dell’IA come strumento di supporto — con consigli pratici su come adeguarsi. Chi non l’avesse ancora letto, lo consigliamo come punto di partenza “obbligatorio”.

In questo articolo approfondiamo invece i profili che toccano più in profondità il diritto d’autore e i diritti connessi: cosa cambia nella tutela delle opere, chi rimane (e chi rischia di non restare) protetto, e quali sono le zone d’ombra che la legge lascia aperte — anche alla luce delle novità che si stanno delineando in questi mesi in Italia e a livello internazionale.

Il nocciolo della norma per il diritto d’autore: l’art. 25

Il Capo IV della Legge 132/2025 è quello che più direttamente interessa compositori, produttori, sound designer e chiunque utilizzi strumenti di IA nella propria attività creativa. Attraverso l’art. 25, la nuova legge interviene sulla storica Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941), modificandola in due punti strategici.

A) La parola “umano” entra nell’art. 1 della LDA

La modifica forse più simbolica — ma tutt’altro che priva di conseguenze pratiche — riguarda la riformulazione dell’art. 1 della LDA. Il testo ora specifica espressamente che sono protette le “opere dell’ingegno umano di carattere creativo”, precisando che la tutela è garantita “anche laddove create con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, purché costituenti risultato del lavoro intellettuale dell’autore”.

L’aggiunta dell’aggettivo “umano” è una presa di posizione netta su un dibattito che nelle aule di tribunale si trascina da anni: l’IA non può essere autrice. La macchina, da sola, non genera né diritti morali né patrimoniali, la tutela autorale resta una questione prettamente umana. Questo non esclude però dal perimetro di protezione le opere create con l’ausilio dell’IA: al contrario, la legge le include espressamente, a condizione che riflettano un apporto creativo umano riconoscibile e dimostrabile.

Il confine passa tra l’IA come strumento e l’IA come sostituto del creatore – come e quanto sia “riconoscibile e dimostrabile” tale apporto, sarà inevitabilmente la giurisprudenza a doverlo definire, con tutta la lentezza che le è propria. Tra i nodi irrisolti: basta un prompt ben articolato? È necessaria una rielaborazione sostanziale dell’output? La legge tace. L’art. 25, pur intervenendo, non affronta il tema probatorio e che resta il terreno su cui si giocheranno le “battaglie” reali.

Sul piano pratico la conseguenza più immediata è che alcune opere musicali che fino a ieri si depositavano in SIAE potrebbero oggi non essere tutelabili. Una composizione prodotta interamente o prevalentemente da un sistema AI come Suno, Udio o il recentissimo Lyria 3 di Google, senza un apporto creativo umano riconoscibile, non soddisfa i requisiti del nuovo art. 1 LDA. Prima di procedere a registrazioni o cessioni di diritti, quindi, vale la pena interrogarsi onestamente su quanto il proprio contributo intellettuale sia documentabile e preponderante rispetto all’output automatico.

B) Il nuovo art. 70-septies: il Text and Data Mining per l’addestramento

La seconda novità introdotta dall’art. 25 riguarda l’addestramento dei sistemi di IA, tema che avevamo già affrontato nel precedente articolo a proposito delle eccezioni introdotte dalla Direttiva UE 2019/790.

La nuova norma introduce l’art. 70-septies nella LDA, disciplinando esplicitamente le attività di Text and Data Mining (TDM) effettuate per addestrare modelli di intelligenza artificiale, anche generativa. In sintesi la riproduzione e l’estrazione di opere protette contenute in rete o in banche dati sono consentite ai fini dell’addestramento IA, nel rispetto dei limiti già previsti dagli artt. 70-ter e 70-quater della LDA: l’accesso alla fonte deve essere lecito e i titolari dei diritti conservano la facoltà di esercitare il diritto di opt-out, riservandosi esplicitamente l’utilizzo delle proprie opere nei processi di addestramento.

Per il settore musicale, questo significa che fonogrammi e composizioni presenti su piattaforme con accesso regolamentato possono, in linea di principio, essere utilizzati per il training di sistemi di IA generativa — salvo che il titolare non abbia espressamente detto “no”. La questione dell’opt-out rimane nella pratica tutta da verificare: come si esercita? Con quale formalità? Su quali piattaforme? La legge non risponde in modo puntuale, è un punto da monitorare (in sede europea si sta lavorando anche a un progetto di piattaforma unificata degli opt-out), e le cause internazionali che trattiamo più avanti, in un altro contributo, offrono qualche indicazione su dove il vento stia soffiando.

E per i diritti connessi?

Qui la Legge 132/2025 lascia un cantiere aperto, vale la pena soffermarsi perché le implicazioni per produttori e artisti esecutori sono tutt’altro che marginali.

L’art. 25, modificando l’art. 1 della LDA, introduce il requisito dell'”ingegno umano” con riferimento alle opere protette dal diritto d’autore in senso stretto. Però la LDA tutela anche i produttori fonografici attraverso i cosiddetti diritti connessi (artt. 72-78 LDA), che non richiedono carattere “creativo”: spettano a chi produce un fonogramma in quanto tale, sulla base dell’investimento economico e organizzativo sostenuto, indipendentemente dall’originalità del risultato.

La domanda che la legge lascia senza risposta è: un produttore che finanzia e coordina la realizzazione di un fonogramma generato interamente o prevalentemente da un sistema di IA generativa può ancora vantare il diritto connesso di produttore ai sensi dell’art. 72 LDA? In linea teorica — stante il silenzio del legislatore sul punto — la risposta potrebbe essere affermativa. Tuttavia, questa lettura non è pacifica: sul piano operativo, SCF ha già adottato la scelta di limitare il proprio mandato per i fonogrammi integralmente prodotti da sistemi di IA, escludendoli di fatto dalla gestione collettiva dei diritti connessi. Sul piano sistematico c’è chi ritiene che l’impostazione antropocentrica dell’intera Legge 132/2025 debba orientare in via interpretativa anche i diritti connessi, escludendo da tutela gli output integralmente automatizzati.

La prudenza suggerisce quindi di documentare con cura anche il ruolo del produttore umano nel processo di realizzazione del fonogramma, ogni volta che l’IA abbia avuto una parte rilevante. Questo aspetto sarà probabilmente uno di quelli su cui i decreti attuativi attesi entro ottobre 2026 potranno (e dovranno) dire qualcosa di più preciso. Lo auspichiamo.

Per completezza vi segnaliamo che, ad oggi, i termini e condizioni di utilizzo della maggior parte dei sistemi di intelligenza artificiale generativi di contenuti musicali prevedono che la titolarità dei diritti di sfruttamento economico sugli output (e quindi anche i fonogrammi) generati da detti sistemi appartiene agli utenti. Attenzione però: 1) i termini e le condizioni contrattuali possono cambiare nel tempo e, 2) in alcuni casi (v. attualmente Suno AI), la piena titolarità dei diritti di sfruttamento sui contenuti viene riconosciuta solo ad alcune categorie di utenti (ad es. Pro o Premium User) specificando, oltretutto – per tornare all’argomento visto sopra – che non verrà rilasciata alcuna dichiarazione o garanzia che alcun diritto d’autore venga attribuito a qualsiasi output.

Una novità che non riguarda il copyright ma che riguarda tutti: i deepfake

Merita una menzione una disposizione che esula strettamente dal diritto d’autore, di fatto molto concreta per chi opera nella musica: la Legge 132/2025 ha introdotto nel Codice Penale l’art. 612-quater, che disciplina l’illecita diffusione di contenuti generati o manipolati artificialmente — i cosiddetti deepfake. Chi pubblica, senza consenso, audio o video falsificati tramite IA rischia da uno a cinque anni di reclusione.

Per il settore musicale, questo significa che clonare la voce di un artista e usarla per far “cantare” all’artista cose mai dette o eseguite può risultare oggi un reato, non solo una questione civilistica. Un passo avanti significativo considerata la proliferazione di strumenti di clonazione vocale sempre più accessibili. A fine 2025, per esempio, l’etichetta di Jorja Smith ha denunciato pubblicamente un brano realizzato con IA che ne “clonava” la voce: casi come questo, in futuro, potrebbero trovare risposta proprio nell’art. 612-quater italiano.

L’AI Act europeo: le scadenze rilevanti per chi fa musica

La Legge 132/2025 si affianca senza sostituirlo all’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689), regolamento che segue un calendario di entrata in vigore progressivo. Capire questo percorso è utile anche per gli operatori del settore musicale.

  • Febbraio 2025: sono entrate in applicazione le norme che vietano le pratiche di IA considerate inaccettabili (es. manipolazione subliminale) e gli obblighi di AI literacy (formazione) nelle organizzazioni. Già in vigore dunque.
  • Agosto 2025: sono diventate operative le regole per i fornitori di modelli di IA di uso generale (i cosiddetti “GPAI”, come i grandi modelli linguistici e generativi). Da questa data, chi sviluppa o fornisce modelli come quelli usati da Suno, Udio o Lyria deve rispettare obblighi di trasparenza, documentazione tecnica e gestione del rischio sistemico. I principali grandi player (Google, Microsoft, OpenAI, Anthropic, Mistral) hanno aderito volontariamente al Codice di condotta GPAI elaborato in seno all’AI Office europeo.
  • Agosto 2026: entrata in vigore della grande maggioranza delle disposizioni restanti, incluse le regole sulla trasparenza degli output (art. 50 AI Act): da questa data le piattaforme e i fornitori di IA generativa dovranno garantire che i contenuti artificiali siano identificabili come tali, inclusa la marcatura dei contenuti audio e video generati da AI. Questa scadenza è rilevante anche per chi usa musica AI in produzioni audiovisive o campagne pubblicitarie: i committenti potranno esigere che i contenuti rispettino gli obblighi di trasparenza europei. Va segnalato che la Commissione europea ha proposto a novembre 2025 un pacchetto di semplificazione (“Digital Omnibus”) che potrebbe slittare alcune scadenze per i sistemi ad alto rischio, ma le norme sulla trasparenza dell’art. 50 non rientrano tra quelle rinviabili: rimangono fissate ad agosto 2026.
  • Agosto 2027: entrata in vigore delle regole per i sistemi di IA ad alto rischio incorporati in prodotti regolamentati. Per il settore musicale questa categoria è meno direttamente rilevante, però potrebbe interessare chi sviluppa sistemi di IA per uso professionale in contesti di produzione audio.

Il messaggio pratico per chi opera nella musica è che a partire dall’estate 2026 l’ecosistema delle piattaforme AI dovrà essere più trasparente riguardo alla natura generativa dei contenuti. Chi usa questi strumenti in produzioni commerciali, spot o content creation dovrà essere pronto a rispondere alle domande dei committenti su come la marcatura AI interagisce con i contenuti consegnati.

Tags: AIIAintelligenza artificiale
SendShareTweet
Previous Post

Bando Per Chi Crea: pubblicate le graduatorie dei progetti vincitori

Next Post

Voto fuorisede: la protesta a Roma e Milano riapre il tema del diritto di voto, anche per i lavoratori dello spettacolo

Related Posts

Nuovo IMAIE: pubblicato il bando Nelle Tue Mani 2026
Music Business

Nuovo IMAIE: pubblicato il bando Nelle Tue Mani 2026

by silvia baraldi
15 Aprile 2026
Elezioni Nuovo IMAIE 2026: Note Legali si ricandida
Music Business

Elezioni Nuovo IMAIE 2026: Note Legali si ricandida

by silvia baraldi
3 Aprile 2026
Sounds Rights: a Bologna l’evento finale del percorso formativo dedicato agli spazi di musica dal vivo
Music Business

Sounds Rights: a Bologna l’evento finale del percorso formativo dedicato agli spazi di musica dal vivo

by silvia baraldi
24 Marzo 2026
Voto fuorisede: la protesta a Roma e Milano riapre il tema del diritto di voto, anche per i lavoratori dello spettacolo
Music Business

Voto fuorisede: la protesta a Roma e Milano riapre il tema del diritto di voto, anche per i lavoratori dello spettacolo

by silvia baraldi
23 Marzo 2026
Bando Per Chi Crea: pubblicate le graduatorie dei progetti vincitori
Diritto d’autore

Bando Per Chi Crea: pubblicate le graduatorie dei progetti vincitori

by silvia baraldi
26 Febbraio 2026
Tax Credit Musica 2025: aperte le domande fino al 28 febbraio 2026
Music Business

Tax Credit Musica 2025: aperte le domande fino al 28 febbraio 2026

by silvia baraldi
20 Febbraio 2026
Next Post
Voto fuorisede: la protesta a Roma e Milano riapre il tema del diritto di voto, anche per i lavoratori dello spettacolo

Voto fuorisede: la protesta a Roma e Milano riapre il tema del diritto di voto, anche per i lavoratori dello spettacolo

NOTE LEGALI

Note Legali, Associazione di Promozione Sociale per la tutela del musicista, è una associazione di Promozione Sociale fondata a Bologna nel 2006 per tutelare e migliorare la professione del musicista. Con oltre 1.000 associati è oggi la più importante “union” italiana e la più prolifica struttura di formazione e consulenza legale in ambito musicale.

Contatti

Via Cesare Boldrini, 12w
40121 Bologna

tel +39 051 58 75 506
lun-ven 10:30 – 16:30 orario continuato
Si riceve solo su appuntamento

mail info@notelegali.it
pec notelegali@arubapec.it

© 2022 Associazione Note Legali. C.F. 91275010378 - P. IVA: 03444471209
Home - Disclaimer & Copyright - Procedura di notifica - Privacy - Contatti

No Result
View All Result
  • CHI SIAMO
    • Cos’è Note Legali
    • Lo Staff
    • Testimonianze
    • Organi Sociali
    • Lo Statuto
  • COSA FACCIAMO
    • Consulenza legale e contrattuale
    • Formazione
    • Recupero compensi
      • Recupero compensi Artisti
      • Recupero compensi per direttori della fissazione
      • Recupero compensi produttori fonografici
    • Trascrizione opere musicali
    • Campagne e iniziative
      • Cam – Coordinamento Associazioni dei Musicisti
      • Forum Arte & Spettacolo
      • UNISCA
      • 5×1000 a Note Legali
      • #noSecondaryTicketing
      • Codice deontologico musicisti
    • Convenzioni e sconti per i soci
    • Note Legali Classica
  • News
  • IMPARA
    • Formazione online
    • Articoli Formativi
    • Video
    • Libri
  • ISCRIVITI
    • Perché associarsi
    • Iscrizione
    • Pagamento della quota sociale
    • FAQ iscrizione
  • Contatti

© 2022 Associazione Note Legali. C.F. 91275010378 - P. IVA: 03444471209
Home - Disclaimer & Copyright - Procedura di notifica - Privacy - Contatti

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In