IMAIE: lettera degli Artisti al Ministro Bondi

Alla luce della crisi che ha investo l’IMAIE, e ne ha portato alla liquidazione, si moltiplicano le iniziative di soci, lavoratori e artisti per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni competenti sul passato, il presente e il futuro dell’unico Ente Italiano che tutela gli interessi degli Artisti Interpreti Esecutori.

A tal proposito, una delegazione di Artisti Italiani – tra cui figurano nomi quali Mario Lavezzi, Pino Caruso, Massimo Dapporto, Leo Gullotta e molti altri – ha inviato al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi un’accorata lettera, pubblicata anche sul blog dei Comitato Liberi Lavoratori e Artisti Imaie all’indirizzo http://lavoratorimaie.wordpress.com/.

Nel ricordare l’importante incontro che che si terrà oggi alle 18 al Teatro della Cometa di Roma, voluto proprio dagli Artisti e dai Lavoratori IMAIE con l’obiettivo di discutere insieme sul futuro dell’Ente, pubblichiamo per intero la lettera inviata al Ministro, rinnovando l’invito a partecipare a questo e ai prossimi appuntamenti per contribuire a creare prospettive concrete per la tutela dei diritti connessi.

Illustre sig. Ministro,

gli artisti italiani, interpreti ed esecutori, hanno dovuto assistere impotenti alla crisi che ha portato l’Imaie alla sua estinzione.

La passata organizzazione gestionale e uno statuto inadeguato (oltre alle vicende giudiziarie, per le quali attendiamo gli esiti delle indagini da parte della Procura di Roma) hanno, purtroppo, determinato l’ingovernabilità dell’ente e condotto alla conseguente sua liquidazione.

Da tempo noi, già delegati dei soci Imaie, avevamo individuato e indicato alcuni nodi centrali che non potranno non essere affrontati e risolti nel progetto di un nuovo istituto.

Tra questi, ci permettiamo di segnalarLe:

a) il ruolo degli artisti;

b) il ruolo delle Organizzazioni Sindacali;

c) il nuovo statuto con particolare riferimento agli organi di gestione e alla definizione della figura del socio.

Per quanto riguarda gli artisti, “azionisti” e veri proprietari dell’istituto, riteniamo che debbano assumere un ruolo di reale centralità. Lo statuto dell’Imaie, infatti, non ha fin qui garantito un’effettiva presenza decisionale a coloro che, con gli introiti derivanti dai propri diritti, hanno garantito la vita dell’Imaie e garantiranno quella del nuovo istituto.
L’assemblea dei soci e quella dei delegati dei soci hanno visto la loro funzione svilirsi ad una mera ratifica di quanto deciso in un Consiglio di Amministrazione decisamente orientato dalle posizioni, spesso divergenti, delle Organizzazioni Sindacali di categoria. Va ricordato inoltre che tali divergenze hanno avuto pesanti ripercussioni anche tra i lavoratori interni all’Imaie, non consentendo loro lo svolgimento sereno del proprio lavoro.

Per quanto riguarda le Organizzazioni Sindacali, riteniamo che debba essere riconfigurato un ruolo che, per quanto riguarda la vicenda Imaie, si è rivelato deleterio perché non corrispondente alla funzione storica svolta dalle rappresentanze dei lavoratori. Auspichiamo quindi che, in futuro, le Organizzazioni Sindacali tornino a svolgere esclusivamente quei compiti di negoziazione e contrattazione che sono ad esse proprii.

Noi artisti, impegnati a dare il nostro contributo di delegati dei soci, abbiamo manifestato più volte, nel corso degli anni passati e finché ci è stato possibile, la preoccupazione sia per l’andamento critico della vita dell’Imaie che per il deficit d’informazione e quindi di concreta partecipazione degli artisti.

Informazione e partecipazione che riteniamo imprescindibili nel percorso di progettazione del nuovo istituto, il quale dovrà nascere su nuove basi e facendo tesoro dell’esperienza trascorsa.

Nel dichiararci disponibili da subito ad un proficuo lavoro comune che porti alla nascita di un istituto sano e solido, Le chiediamo un incontro a breve termine sui temi che abbiamo fin qui esposto.

Lieti che Ella abbia deciso di adoperarsi con ammirevole tempestività e confidando nell’accoglimento di questa nostra richiesta, che nasce dalla esclusiva preoccupazione di operare per il bene degli artisti italiani, Le inviamo i nostri più distinti saluti

Roma, 14 ottobre 2009

Omero Antonutti

Antonio Bertorelli

Benedetta Buccellato

Pino Caruso

Ivan Cattaneo

Gigliola Cinquetti

Massimo Dapporto

Danilo De Girolamo

Enzo Decaro

Massimo Ghini

Leo Gullotta

Mario Lavezzi

Ludovica Modugno

Carlotta Natoli

Maria Rosaria Omaggio

Mimmo Palmara

Patrizio Rispo

Giuseppe Servillo

Giulio Scarpati

Franco Trevisi

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