Lettera del Coordinamento Nazionale Amici della Musica alla RAI e agli organizzatori di Sanremo

In seguito la lettera inviata dal Coordinamento Nazionale Amici della Musica al Ministro per i Beni e le attività culturali On Sandro Bondi, alla RAI, alla Vigilanza RAI e all’organizzazione della 59°edizione del Festival di Sanremo:

Premessa

Visto l’acuta crisi in cui versa il settore musicale, in particolare il segmento della produzione e commercializzazione discografica, che soffre anche di una reale carenza di spazi in cui proporre al grande pubblico nuovi artisti, a nostro avviso, è giunto il momento di portare all’attenzione delle istituzioni una seria riflessione con delle proposte che possano incentivare e rilanciare il “Made in Italy” della produzione artistica e musicale del nostro Paese.
I problemi del settore sono indubbiamente molti, mai affrontati e risolti nel corso delle innumerevoli legislature, aggravati oggi da una crisi da tempo annunciata, a causa delle innovazioni tecnologiche e da molti altri fattori, alcuni dei quali ci sembra opportuno evidenziare:
– la mancanza di spazi mediatici dove promuovere la musica ed in special modo le nuove produzioni;
– i festival e rassegne che si occupano della ricerca e la scoperta dei nuovi artisti e della nuova creatività, relegati in un angolo di nicchia;
– le radio con programmazioni predestinate e poco propense al nuovo;
– la TV totalmente assorbita da reality e talk show dove alla musica viene riservata una funzione di mero supporto per altri obiettivi;
Il Festival della canzone italiana (Sanremo) così concepito non serve più alla discografia. È inadeguato, non al passo con i tempi e fuori dalla reale visione del pubblico fruitore della musica. In questo momento il “ Festival di Sanremo” è un programma televisivo di spettacolo vario, finalizzato a pubblicizzare la Città di Sanremo, Stilisti, Film, programmi Rai, ma il “Festival della canzone italiana di Sanremo” è un’altra cosa, un patrimonio che si è perso e va recuperato.
Il Festival della Canzone Italiana, dunque, è senza dubbio il punto focale a cui fa riferimento un intero settore per ottimizzare il proprio lavoro svolto con impegno, professionalità ed investimenti spesso rilevanti. Ma se non funziona, come accade da diversi anni, tutta la filiera ne risente ed entra in una inevitabile crisi con un “effetto domino”. Da qui la necessità di riscrivere le regole iniziando dall’evento cardine, che è o dovrebbe essere lo specchio della musica italiana nel mondo. Al Festival deve tornare ad essere protagonista la “canzone”, di conseguenza gli autori, gli artisti che la interpretano e chi li produce discograficamente, con ciò creando un circuito virtuoso coinvolgendo positivamente tutte le entità sopra elencate.

Regolamentazione sulla scelta dei brani e degli interpreti.

Occorre operare finalmente alla redazione di un nuovo regolamento, alla cui stesura dovranno partecipare tutte le componenti coinvolte nell’industria della produzione discografica. Gli elementi che dovranno caratterizzarlo, a nostro giudizio, dovranno essere i seguenti:
• Bando di concorso aperto a tutti gli autori attraverso le Case Editrici.
• Rivalutazione del ruolo dell’editoria musicale che sarà preposta a ricevere le canzoni dei vari autori ed alla relativa selezione.
• Valorizzazione dei produttori discografici preposti alla scelta degli interpreti da proporre agli editori per creare gli abbinamenti autori-interpreti.
• Dare valore e ruolo a festival e rassegne quali fautori della ricerca della nuova creatività e dei nuovi artisti, dando l’opportunità ai vincitori di partecipare ad una (o più) trasmissioni televisive da dove selezionare l’artista/autore che accederà al festival, per offrire al pubblico una reale vetrina sulle novità del settore, allargando così in modo “naturale” e spontaneo il bacino di utenza del televoto;
• Accordo a monte con emittenti radio e televisive per realizzare le vetrine promozionali degli artisti con una serie di trasmissioni in modo da dare visibilità a tutti i selezionati.

Regolamentazione della fase esecutiva e promozionale.

Una volta selezionate le canzoni e gli interpreti, sia i nuovi artisti che quelli già affermati, si passa alla fase seguente.

Fase precedente del Festival

Avendo presente sempre che la protagonista è la canzone, si propone un accordo con radio e tv per creare una serie di vetrine audio e video 15 giorni prima del festival, dove ascoltare i brani prescelti “anteprima festival” in radio e seguire l’artista in special TV tramite video. Abolire l’odierna assurdità di ascoltare le canzoni solo ed esclusivamente nelle serate del festival, in modo da consentire al pubblico la possibilità di percepire al meglio tutte le sfumature del brano e dell’artista interprete.

Durante il Festival

Riportare la doppia esibizione dei brani nelle serate con arrangiamenti diversi ed interpreti diversi, invitando possibilmente interpreti stranieri, consentendo così, grazie a loro, di tornare ad esportare la canzone “Made in Italy” nel mondo rivalutandola a livello internazionale.
Il testo non dovrà essere necessariamente in italiano, tenendo conto della globalizzazione in atto e la crescente multietnicità delle società contemporanee, in modo da offrire maggiori possibilità di promuovere ed esportare la nostra canzone. Naturalmente gli autori ed i compositori dovranno essere rigorosamente italiani.
Eliminare le categorie una volta raggiunte le serate finali del festival in modo che la gara si svolga sulla valutazione della canzone indipendentemente e del soggetto che la interpreta, allo scopo di garantire a tutti gli artisti una effettiva parità concorrenziale.

Dopo il Festival

La visibilità e la promozione non dovrà finire con la fine del festival. Sarà importante programmare tutte le canzoni con vetrine radio e tv in trasmissioni “dopo festival” almeno per un mese.
Tutto questo incentiverà la produzione, la creatività perché sia i produttori, gli autori, gli interpreti, avranno un progetto serio e tangibile su cui cimentarsi, lavorare e studiare, con eccellenti prospettive per il futuro. In questo modo gli editori ritroveranno stimoli alla ricerca di nuovi autori, incentivando e stimolando la creatività, festival e rassegne non organizzeranno più le loro ricerche senza prospettive per chi vi partecipa e il vivaio dei nuovi talenti si accrescerà di nuove figure ed entusiasmi.

Durante l’anno “oltre il Festival di Sanremo”

Su queste proposte occorre un’opera di positiva sensibilizzazione di Rai, Mediaste, Sky e in genere di tutta l’emittenza privata, nella realizzazione di programmi mensili per la promozione della musica italiana, dove l’industria piccola ed indipendente possa proporre il meglio della propria produzione.
Nella stessa maniera anche l’emittenza radiofonica dovrà seguire questa linea. Al riguardo, reputiamo opportuno mutuare l’esperienza francese prevedendo nelle programmazioni radiofoniche una quota prefissata di produzione musicale italiana nella misura del 40%.

Qualche utile riflessione

Rilevando il polso della discografia, da più parti è emerso un allarme giustificato sulla realizzazione di programmi tv che, in apparenza, sembrano risolvere un problema, che invece viene particolarmente aggravato dai meccanismi che presiedono questi programmi. Non sono certo trasmissioni come “XFactor” o “Amici”, infatti, che risolvono l’attuale deriva, anzi, a parere della maggior parte dei produttori discografici questi creano un ulteriore peggioramento della situazione.
Questi programmi si sostituiscono pericolosamente ai produttori discografici con proprie strutture, sfruttando la visibilità e la popolarità televisiva a proprio uso e consumo, penalizzando, in questo modo, il lavoro paziente e costruttivo della piccola industria indipendente e non, che non ha la possibilità di accedere ai grandi meccanismi mediatici, svilendo e affossando sempre più una intera categoria.
A nostro avviso, questo non è il modo per uscire dalla crisi, ma il sistema per accentuarla ancor più, poiché è all’opera un monopolio dominato da pochi eletti, in contrasto con il mondo del lavoro, al limite della legalità, incentivando a dismisura una nefasta concorrenza sleale.
In riferimento a queste considerazioni e proposte, riteniamo che debba aprirsi un serio confronto fra tutti i protagonisti del settore, le istituzioni pubbliche, le associazioni sindacali e tutte le realtà a vario titolo coinvolte. Per quanto ci riguarda, il Coordinamento Nazionale degli Amici della Musica, lavorerà per creare una occasione pubblica di confronto, con l’obiettivo di consentire l’approfondimento di questi temi, nella speranza di fornire un fattivo contributo al miglioramento della produzione musicale italiana.

L’occasione ci è gradita per porgerVi i nostri più cordiali saluti.

I Coordinatori Nazionali degli Amici della Musica
Giordano Sangiorgi Roberto Pietrangeli Carlo Testini”

FONTE: Amici della Musica

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