Meno stranieri nelle radio italiane

La protesta dei produttori musicali indipendenti dello scorso 21 giugno contro i network italiani che non danno spazio alla nuova musica italiana, e che ha trovato, tra gli altri, anche l’appoggio di Claudia Mori, ha avuto il suo effetto. Infatti secondo l’indagine della Knowmark, l’agenzia di monitoraggio dei network radio, pubblicata sul sito di “Musica & dischi”, la presenza dei brani italiani nelle playlist radiofoniche e’ passata dal 15% di due mesi fa al 25%. Nell’ultima settimana nelle programmazioni radiofoniche la musica italiana ha piazzato 10 brani tra i 40 piu’ programmati. “Questo risultato dice Giordano Sangiorgi, presidente di AudioCoop, ideatore e organizzatore del MEI e promotore dello sciopero del 21 giugno – dimostra che se il mondo della produzione italiana tutto unito fa sentire la sua voce puo’ riuscire a far invertire la tendenza riscontrata negli ultimi anni a ignorare la nuova scena del nostro paese. A questo punto le oltre 150 aziende indies che hanno aderito allo sciopero, insieme alle associazioni AudioCoop, Arci, Imaie, Assoartisti e Codacons, chiedono un incontro con i grandi network radiofonici, facendo appello al Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e al Presidente Commissione Cultura della Camera Pietro Folena, che si sono sempre mostrati interessati a trovare un punto di incontro tra le diverse esigenze della radiofonia privata italiana e dei produttori di nuova musica italiana”. Il Mei 2007 di Faenza che si terrà  dal 23 al 25 novembre prossimi potrebbe essere un momento di confronto pubblico su tale importante argomento per la crescita e lo sviluppo della nuova scena musicale e per un sempre migliore rapporto con i grandi network radiofonici e televisivi.

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