Operazione antipirateria in Sicilia: sequestrato materiale per 80.000 euro

Importante operazione antipirateria in Sicilia: i militari della Guardia di Finanza di Nicosia (EN) hanno infatti posto sotto sequestro circa 3.800 copie di supporti digitali contenenti film, raccolte di brani musicali e giochi per consolle, abusivamente riprodotti e messi in vendita da ambulanti. Oltre alla denuncia all’Autorità Giudiziaria, per le violazioni delle vigenti norme penali, sono state anche contestate a carico dei responsabili sanzioni amministrative pari ad oltre 780.000 euro. Il valore commerciale del materiale sequestrato, relativo a film ancora in programmazione nelle sale cinematografiche nonché a recenti raccolte musicali di cantautori nazionali, può essere quantificato in oltre 80.000 euro, con riferimento ai prezzi praticati nei normali e leciti canali di vendita al dettaglio. Valore globale che, è bene ricordare, nel parallelo mercato clandestino si riduce a circa 10.000 euro.

L’occasione si presta ad una riflessione sull’allarme sociale legato al fenomeno della pirateria audiovisiva, spesso distorto dall’inadeguata associazione tra l’attività illecita e il venditore ambulante, per lo più extracomunitario, con un corollario di implicazioni umanitarie che portano ad una distorta visione dell’effettivo spessore del fenomeno. Basta analizzare più attentamente la situazione per capire che l’ambulante è solo l’ultimo e più debole anello di una catena di illegalità commerciale, organizzata e gestita da individui dotati di ingenti mezzi finanziari, che coinvolge nei propri ingranaggi distributivi soggetti giovani, italiani e stranieri, in condizioni assai precarie. Alcune recenti ed articolate operazioni di contrasto alla pirateria, condotte dalle Fiamme Gialle con l’ausilio professionale dei Servizi di Antipirateria della SIAE, hanno infatti consentito di smembrare delle vere e proprie holding della contraffazione, con la denuncia di numerosi soggetti sia per le violazioni attinenti il diritto d’autore che per altri reati connessi ancor più gravi, quali l’associazione a delinquere e la ricettazione.

Fonte: SIAE

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