Recepimento direttiva collecting, il commento del Nuovo IMAIE

A seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo di recepimento della Direttiva Europea 2014/26 sugli enti di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali diffuse online, pubblichiamo integralmente il comunicato stampa di commento diffuso dal NuovoIMAIE

Un’altra occasione persa!”, così commenta l’avvocato Andrea Miccichè, Presidente di NUOVOIMAIE.

E continua: “il decreto di recepimento aggiunge elementi di confusione normativa che finiscono col peggiorare, per quanto possibile, il già complesso scenario in cui operano le diverse collecting dei diritti degli artisti che, come noto, già si trovano in regime di concorrenza. Da anni e in più occasioni ci era stato detto che il recepimento della Direttiva collecting rappresentava la sede opportuna per riordinare il settore della gestione dei diritti connessi. Invece no. Ancora una volta ci troviamo a essere i destinatari di una legge che ‐ con riguardo alla gestione collettiva dei diritti degli artisti ‐ aumenta le criticità esistenti e ne introduce di nuove! Basti pensare che il testo di recepimento non impone alle collecting dei diritti degli artisti di sottostare agli stessi obblighi di efficienza, trasparenza e governance, poiché questi dipendono dalla forma giuridica adottata. Così, ci potremo trovare in una situazione in cui alcuni intermediari dei diritti degli artisti saranno tenuti a ripartire i diritti in modo analitico ed entro un termine preciso mentre altri potranno ripartire secondo regole proprie e nei tempi preferiti. Parimenti, alcuni intermediari dei diritti degli artisti saranno obbligati a elaborare una relazione annuale riportante tutti i dati sull’attività svolta e sul rispetto dei profili di efficienza e trasparenza mentre altri intermediari saranno svincolati da tale obbligo. Il decreto, in sostanza, “codifica” un sistema che potrà fornire un vantaggio competitivo a quelle collecting dei diritti degli artisti che adotteranno la forma giuridica più conveniente. A ciò si poteva ovviare solo prevedendo che gli intermediari degli artisti ‐ indipendentemente dalla forma giuridica adottata ‐ fossero tenuti a rispettare dei requisiti minimi uguali proprio con riguardo agli aspetti di efficienza e trasparenza. Al contrario, i requisiti minimi previsti dal decreto di recepimento della Direttiva sono assolutamente inutili ai fini del corretto funzionamento del mercato liberalizzato e, cosa ancor più grave, il testo non prevede più l’unico vero requisito indispensabile, ovvero l’obbligo di detenere una banca dati delle opere e dei titolari dei diritti rappresentati da ciascun intermediario”.

Conclude il Presidente: “Il NUOVOIMAIE ha fatto il possibile per far sentire la propria voce in quei pochi spazi concessi nel corso dell’iter di recepimento della Direttiva che, purtroppo, è avvenuto senza alcun vero confronto con i soggetti interessati. Non c’è niente da fare. Gli artisti (attori, cantanti e musicisti) continuano ad essere trattati come figli di un dio minore, al contrario di altre categorie di aventi diritto, evidentemente ritenute più meritevoli di attenzione”.

Fonte: Nuovo IMAIE

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NoteLegali

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