Un provvedimento del Gip di Roma scatena una nuova ondata di informazione errata: il P2P non autorizzato resta un reato

E’ stata rilanciata da agenzie stampa una notizia errata con riferimento allo scambio di musica in rete, che se effettuato senza il consenso dei titolari dei diritti non sarebbe comunque reato.
In realtà  il Gip di Roma si e’ semplicemente riferito a singoli siti che offrono informazioni relative a programmi per fare p2p e non all’attività  di singoli utenti che invece resta reato, cosi’ come previsto dalle legge italiana.
La normativa sul diritto d’autore agli art. 171 comma 1 lett. a) bis e 171-ter comma 2 lett. a) bis, infatti, prevede sanzioni penali a carico di tutti coloro che immettono abusivamente fonogrammi tutelati in un sistema di reti telematiche; nello specifico una multa di 2.000 euro per coloro che condividono senza scopo di lucro e una multa fino a 15.000 euro con possibile pena detentiva fino a 4 anni per coloro che invece condividono a scopo di lucro.
In entrambi i casi vengono applicate pesanti sanzioni amministrative che possono arrivare anche a svariate centinaia di migliaia di euro.

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