Vittoria in sede penale per il diritto d’autore

Importante vittoria per il diritto d’autore: si è conclusa positivamente nei giorni scorsi una causa pilota promossa in sede penale dalla SIAE, in materia di falsi programmi musicali. La vicenda giudiziaria trae origine da una denuncia della Società Italiana Autori Editori risalente al 2001 con la quale – a seguito delle verifiche svolte dai tecnici musicali presso noti bar e pubblici esercizi della Capitale – è stata accertata l’esistenza di una vasta organizzazione con finalità illecite. Attraverso un meccanismo truffaldino ben collaudato venivano presentati programmi musicali per intrattenimenti mai svolti, ovvero con indicazione di brani – i cui titoli sono risultati riconducibili a società di edizione di proprietà dell’imputato o di suoi congiunti – diversi da quelli effettivamente eseguiti. In tal modo si era reso possibile lucrare indebiti ed ingenti compensi per diritti di autore. In particolare, è stata affermata la responsabilità penale di uno degli imputati, nella triplice veste di organizzatore delle manifestazioni, autore ed editore associato SIAE. Nei giorni scorsi, la Corte Suprema di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’imputato, in quanto giudicato inammissibile, confermando in via definitiva la condanna disposta in primo grado dal Tribunale di Roma nel 2006 e ribadita dalla Corte di Appello nel 2008, in ordine ai reati di truffa aggravata nei confronti di ente pubblico e di utilizzazione abusiva delle opere musicali. Entrambe le pronunce di merito hanno inoltre riconosciuto i danni patrimoniali e morali subiti dalla SIAE, anche nella forma indiretta derivante dall’attività spesa per la neutralizzazione della condotta illecita.

La SIAE ha presentato numerose denunce per fatti analoghi, dal momento che la compilazione accurata e fedele del programma musicale costituisce il necessario presupposto per la corretta ripartizione dei compensi agli aventi diritto, da intendersi come il “cuore” dell’attività di intermediazione svolta dall’Ente per la tutela dei diritti economici dei propri associati.

Fonte: SIAE

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