Amici della Musica: “allarme Enpals, a rischio 400 imprese discografiche nazionali”

Riceviamo da parte del coordinamento nazionale Amici della Musica il seguente comunicato stampa:

Sui contributi Enpals per i cantanti in sala d’incisione, occorre un intervento che temperi le incongruenze del DM 2003, per garantirne l’applicabilità ed evitare il contenzioso legale.

Il Coordinamento nazionale degli Amici della Musica, esprime una moderata soddisfazione circa i contenuti della Circolare Enpals n. 6 del 14 u.s., che sostanzialmente ha recepito soltanto la richiesta di dilazionare i contributi pregressi per il periodo 1° gennaio 2004 – 31 dicembre 2008, con l’applicazione degli interessi legali, oltrechè esentare le produzioni finalizzate alla promozione artistica gratuita.

Pur comprendendo le difficoltà di natura burocratica connesse alla esigenza di modificare il DM 2003, uno degli elementi pregnanti alla base delle iniziative che hanno convinto il ministero del lavoro della necessità di intervenire sul problema, riguarda l’inderogabile necessità di recepire nella tabella allegata al richiamato DM 2003 (che fissa la misura della contribuzione sociale sul compenso convenzionale in rapporto ai supporti venduti), una fascia di esenzione sotto le 2.500 copie, quale unico modo per salvaguardare i laboratori di musica rappresentati dalle piccole case discografiche e dai produttori indipendenti: non prevedere un temperamento di questa natura significa condannare un produttore a pagare 1.000 euro di contributi previdenziali per un album di 11 canzoni, indipendentemente dal fatto che si siano vendute (e quindi fatturate) 25 copie durante uno showcase gratuito, o che se ne siano vendute 30.000.

O ancora; condannare una piccola impresa che produce 5/6 CD all’anno di 12 brani ciascuno, a versare un arretrato attorno ai 25.000/30.000 euro, anche se in modo dilazionato, indipendentemente dal numero di copie realmente venduto, è una cosa sbagliata prima ancora che ingiusta. Dunque, il rischio è che tutto rimanga come prima: esiste una “bella norma”, che non tiene conto della realtà e, dunque, resterà inapplicata, alimentando contenziosi infiniti determinati dalle molte, troppe incongruenze contenute nel richiamato DM 2003.

Il Coordinamento Nazionale degli Amici della Musica, reputa opportuno che il ministero del lavoro nella persona del Sottosegretario, Sen. Pasquale Viespoli, al quale ribadiamo il nostro apprezzamento per la disponibilità mostrata nell’affrontare questo problema, mantenga aperto il “tavolo tecnico”, allo scopo di continuare il confronto, che permetta di recuparare questa macroscopica carenza. Ciò è opportuno sia dal punto di vista economico oltrechè politico, perchè si darebbero delle risposte a delle micro imprese che investono con grande rischio sugli artisti italiani e tentano faticosamente di portarli alla ribalta“.

Fonte: Amici della Musica.

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