Causa SABAM c. Scarlet: la corte belga conferma la responsabilità dell’ISP

Lo scorso 4 luglio un Tribunale Belga si era pronunciato a favore della SABAM riconoscendo la responsabilità dell’Internet Service Provider Scarlet al quale aveva imposto l’obbligo di implementare le sue tecnologie entro sei mesi, con lo scopo filtrare il materiale illegale diffuso attraverso i suoi canali peer2peer e bloccare in tal modo il file sharing illegale.
Recentemente, tramite i canali mediatici digitali, si era diffusa la notizia che la Corte belga avesse parzialmente accolto la linea difensiva del Provider che riteneva il filtraggio dei contenuti on line di difficile attuazione. In realtà si è trattato di un fraintendimento, poiché il giudice ha confermato quanto pronunciato nella precedente sentenza, aggiungendo che Scarlet avrebbe dovuto attivarsi entro il 31 ottobre u.s. per implementare adeguatamente le misure di controllo necessarie a impedire altre violazioni del diritto d’autore, anche trovando misure alternative a quella offerta in precedenza dal sistema di filtraggio Audible Magic, ritenuto non sufficientemente sviluppato per gli scopi commerciali del caso.
La sentenza ha quindi previsto una pena pecuniaria pari euro 2.500 per ogni giorno di violazione a partire dal 1 novembre 2008, che verrà sospesa nel caso in cui Scarlet riesca a compiere effettivi progressi tecnologici per arrestare ulteriori violazioni del copyright su larga scala.

Stefania Baldazzi

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