Unione Artisti: critiche alle recenti affermazioni della FIMI alla precedente legislatura

La recente newsletter del 14 aprile della FIMI Federazione Industria Musicale Italiana , intervenuta con affermazioni e giudizi di merito a proposito della precedente e nuova legislatura, ha generato commenti critici da parte di alcuni operatori del settore. Uno di questi e’ l’Unione degli Artisti (Unione Italiana degli Artisti e degli Operatori delle Arti, Cultura e Spettacolo), la quale ha additato alcuni passaggi del citato comunicato.
‘Bollare la scorsa legislatura con un giudizio draconiano del tipo “… ha mostrato in alcuni rappresentanti parlamentari un’approssimazione e un’evidente impreparazione, quando non condita da malafede, verso il mondo imprenditoriale del settore musicale.”, aggiungendo altri giudizi molto pesanti sull’ex-presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, verso cui FIMI sostiene che “… e’ meglio non parlare, (perche’) anch’esso ha pensato di trasformare la sua poltrona, che doveva essere super partes, in un obice con il quale sparare sulle imprese e sulla tutela della proprietà  intellettuale”‘ ad avviso di Unione Artisti risulta ingeneroso.
Unione Artisti specifica le proprie motivazioni: ‘giova ricordare che, grazie al comune e proficuo lavoro delle associazioni presenti nel “Tavolo della Musica” e nel “Forum dello Spettacolo”, in questa brevissima legislatura abbiamo registrato, per la prima volta, una attenzione nuova verso le tematiche promosse dal settore delle attività  musicali, che ha prodotto importanti accordi a sostegno della promozione della musica italiana all’estero, cosi’ come il credito d’imposta alle imprese per la ricerca e lo sviluppo e non ultimo il credito d’imposta per le opere prime e seconde dei giovani artisti, di cui si attende il decreto attuativo. Si e’ dato, inoltre, l’avvio dell’iter della legge a sostegno del settore, di cui si riconosce le potenzialità  per trainare il rilancio dell’intero segmento musicale con margini di crescita superiori alla media. Occorre poi ricordare l’iniziativa del 5 aprile scorso a Roma, dove il “Tavolo della Musica” ed il “Forum dello Spettacolo” hanno avanzato l’istituzione di un “Tavolo di Riordino dello Spettacolo” che ha visto oltre 80 adesioni da parte di tutto il settore, oltre all’accordo tra esponenti di tutte le principali forze politiche presenti in Parlamento, di cui alcuni rappresentanti di maggioranza e opposizione, hanno deciso di sottoscrivere un protocollo d’intenti a favore di un riassetto normativo piu’ semplice, che recepisca alcuni princi’pi specifici a tutela dello spettacolo popolare contemporaneo, ripresi, peraltro, nelle proposte di legge quadro presentate prima delle elezioni da entrambi gli schieramenti politici’.
Infine Unione Artisti sintetizza la propria reazione alle affermazioni della FIMI cosi’: ‘UnioneArtisti ritiene profondamente sbagliata, sia nei modi che nei tempi, “l’aggressione” nei confronti di alcuni parlamentari che non sono piu’ presenti in Parlamento. Avremmo senz’altro compreso e apprezzato che tali critiche fossero state scritte nel corso della legislatura appena conclusa, poiche’ avrebbero potuto innescare un confronto pubblico fra tutti gli interlocutori interessati. Non comprendiamo il perche’ lo si sia fatto oggi, a meno che, in questo modo, l’industria discografica non pensi di ingraziarsi lo schieramento vincente. Se cosi’ fosse, qualcuno potrebbe convincersi che la FIMI stia “tirando per la giacchetta” la nuova maggioranza allo scopo di stabilire un rapporto privilegiato che le permetta di avere un primato nel settore, che sarebbe deleterio per la musica e gli artisti italiani, in quanto le major, come noto, sono piu’ interessate a promuovere gli artisti stranieri. Noi ci auguriamo fermamente che i responsabili delle politiche di settore del Popolo delle Libertà  e del Partito Democratico, cosi’ come le associazioni, non si facciano trascinare in questa miope, angusta e asfittica dimensione, ma operino per favorire una sintesi unitaria del comparto’.

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