Unione Artisti: dall’assemblea delle Indies a Roma un positivo contributo al confronto per modificare la circolare Enpals n. 5/2008

Applicando le norme cosi’ come oggi disciplinate, un piccolo produttore discografico che riesce a produrre 8 CD all’anno, sarà costretto a versare all’Enpals, tra arretrati, interessi legali e sanzioni ridotte, circa 30.000,00 euro: in sostanza si e’ costruito un modello che calza a pennello per le major – che con la tassazione a forfait verserebbe l’1,5% di contributi sul compenso convenzionale, mentre per le piccole e medie produzioni si applicherebbe, paradossalmente, una tassazione del 56%: se confermato tale meccanismo sarebbe una vera e propria follia“.

Questo e’ il “nodo gordiano” emerso con molta nettezza dall’incontro dei piccoli produttori discografici e degli artisti a Roma“, incontro tenutosi il 15 maggio e di cui un comunicato stampa di Unione Artisti specifica “che ha permesso di svolgere alcune opportune riflessioni sul contenuto della Circolare Enpals del 19 febbraio scorso, nella quale sono stabilite le istruzioni operative per la gestione delle denunce contributive per i “cantanti che svolgono prestazioni in sala d’incisione”, in applicazione del D.Lgs.C.P.S. n. 708/1947 e delle successive modificazioni“.

L’iniziativa coordinata dal musicista Enrico Capuano e da Roberto Pietrangeli, ha visto l’adesione di oltre 200 piccole etichette discografiche“, prosegue il comunicato, “ed e’ stata sostanziata con gli interventi di Luca Fornari, Fabrizio Brocchieri, Paolo Pierelli, Paolo Dossena, “Piotta” e molti altri. Dalla discussione, andata in diretta su Radio Radicale, sono emersi gli elementi di merito che hanno condotto il settore a questo punto: la sentenza del Tribunale di Milano favorevole a Sony nel 1999 (non sono dovuti i contributi previdenziali per prestazioni artistiche in assenza di pubblico); il ricorso dell’Enpals in Cassazione ed il relativo pronunciamento nel 2002 (l’assicurazione Enpals vige anche ove l’attività svolta per la creazione di un prodotto di carattere artistico o ricreativo venga espletata in assenza di pubblico dal vivo e si concreti nella realizzazione di un supporto registrato o riprodotto destinato alla commercializzazione); la trattativa seguente con la discografia associata in Confindustria, che ha prodotto degli indirizzi che non hanno assolutamente tenuto in conto il settore in tutte le sue articolazioni, generando le attuali criticità “.

E’ da tale sottovalutazione che nascono i motivi di preoccupazione che hanno allarmato artisti e indies che, nel confermare la loro disponibilità a svolgere la propria attività in coerenza con gli obblighi di legge hanno, tuttavia, denunciato che senza alcuni importanti correttivi degli attuali indirizzi da parte dell’Enpals, la stragrande maggioranza di esse saranno costrette a chiudere la propria attività perche’ non ne sussistono le condizioni economiche. A tal proposito e’ stata apprezzata la Circolare di proroga dell’Enpals di rinvio a metà luglio delle scadenze previste a metà maggio, cosi’ come sono stati apprezzati alcuni importanti segnali di apertura, realizzati in un’intervista radiofonica su Radio Città Futura, rispetto alla richiesta di un urgente incontro volto ad affrontare i numerosi interrogativi scaturiti dalla discussione. Va sottolineato che le associazioni delle indies e degli artisti, insieme a tante altre, hanno provveduto a chiedere una proroga dei tempi di pagamento che con incontri e con la mobilitazione generale e’ stata ottenuta, ma che non sposta il problema fondamentale dei contenuti che sono da modificare radicalmente, compresa una revisione completa delle fasce di riferimento“.

Al termine“, conclude il comunicato, “si e’ usciti dall’iniziativa di ieri con l’inizio di uno stato di mobilitazione permanente del settore per sostenere e vigilare che si arrivi alla soluzione del problema realizzando un coordinamento delle indies presenti. Inoltre, si e’ deciso di mettere a punto una nota di merito nella quale saranno riassunte alcune richieste (necessità di rivedere le fasce; esentare le autoproduzioni fino ad una certa quota; esentare le promozioni e altre similari; ecc…), oltre agli aspetti ritenuti anomali dai partecipanti all’iniziativa, accanto agli interrogativi su aspetti specifici, da inviare al piu’ presto all’Enpals“.

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