È scattata dal 1° gennaio 2026 la finestra per presentare la domanda di Tax Credit Musica per le opere commercializzate nel corso dell’anno 2025. Le imprese interessate hanno tempo fino al 28 febbraio 2026: una scadenza ravvicinata e che conviene non sottovalutare.
Di cosa si tratta
Il Tax Credit Musica è il beneficio fiscale riconosciuto alle imprese del settore in attuazione del D.I. MIC-MEF del 13 agosto 2021, come modificato dal D.I. MIC-MEF n. 147 del 30 marzo 2023, in applicazione dell’art. 7 del D.L. 91/2013 (convertito dalla L. 112/2013).
In sintesi: le imprese che soddisfano i requisiti previsti possono ottenere un credito d’imposta pari al 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche e videografiche musicali, nonché per gli eventi di spettacolo dal vivo di cosiddetta portata “minore”. Vale la pena soffermarsi su quest’ultima espressione, perché genera spesso qualche perplessità. L’aggettivo “minore” non è un giudizio di valore artistico, è solo un indicatore di scala economica e organizzativa: la misura nasce per sostenere il segmento indipendente e medio-piccolo dell’industria musicale dal vivo, quello degli organizzatori e produttori che operano al di fuori dei grandi circuiti commerciali — tour nelle sale da concerto e nei club, festival di dimensioni contenute, rassegne locali — in contrapposizione ai grandi eventi di portata nazionale o internazionale con produzioni multimilionarie. La norma non fissa soglie numeriche rigide (in termini di capienza o fatturato) per definire questa categoria, il perimetro di riferimento è però chiaramente quello delle imprese che operano nella fascia medio-bassa del mercato live, lontane dalle arene e dagli stadi. In quest’ottica, la misura si rivolge precisamente alla fascia di operatori che più faticano ad accedere ad altri strumenti di sostegno pubblico e che rappresentano l’ossatura del sistema concertistico italiano diffuso sul territorio.
Chi può fare domanda
Il Tax Credit Musica è riservato a due categorie di soggetti: le imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e le imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo. In entrambi i casi si tratta di soggetti che operano in forma imprenditoriale, non di singoli artisti o professionisti individuali.
Per poter presentare domanda ai sensi dell’art. 3, comma 2 del D.I. del 13 agosto 2021 (come modificato dal D.I. n. 147/2023) l’impresa deve soddisfare cumulativamente le seguenti condizioni:
- Anzianità minima: l’impresa deve essere attiva da almeno un anno alla data di presentazione della domanda. Imprese costituite nel corso del 2025 non possono quindi accedere a questo ciclo.
- Oggetto sociale: l’atto costitutivo o lo statuto deve prevedere la produzione di fonogrammi (ai sensi dell’art. 78 della Legge sul Diritto d’Autore) in forma continuativa e strutturale, oppure la produzione di videogrammi musicali, oppure la produzione e l’organizzazione di spettacoli musicali dal vivo. Non è sufficiente che l’attività venga svolta occasionalmente o come attività secondaria: la produzione musicale deve essere un’attività centrale e strutturata dell’impresa.
- Codice ATECO: l’impresa deve avere tra i propri codici ATECO il codice 59.20 che identifica l’attività di registrazione sonora e di editoria musicale.
- Indipendenza editoriale: non possono accedere al beneficio le imprese controllate da un editore di servizi media audiovisivi.
- Vincolo di spesa territoriale: almeno l’80% del beneficio ottenuto deve essere reinvestito nel territorio nazionale, con priorità per formazione e apprendistato nei settori tecnici coinvolti.
Vale la pena di sottolinearlo: il beneficio spetta al produttore dell’opera, non deve necessariamente coincidere con il soggetto che la commercializza sul mercato. L’agevolazione può quindi spettare anche a chi produce su commissione, purché soddisfi tutti gli altri requisiti.
Prima di procedere con la compilazione è indispensabile verificare con attenzione la propria posizione rispetto a queste condizioni: una domanda presentata da un soggetto che non possiede i requisiti soggettivi — o che li possiede solo parzialmente — verrà dichiarata inammissibile.
Come si presenta la domanda
La domanda va inviata esclusivamente online, tramite la piattaforma DGCOL, accessibile all’indirizzo: https://doc.cultura.gov.it.
Attenzione: la domanda presentata con modalità diverse da quelle telematiche non sarà accettata.
Per accedere alla piattaforma e completare la procedura sono necessari:
- un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) attivo;
- un dispositivo per la firma digitale, rilasciato da uno dei Certificatori autorizzati ai sensi degli artt. 26 e 27 del D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale). La firma digitale è obbligatoria anche in caso di accesso tramite SPID.
Cosa non deve mancare: i requisiti formali a pena di inammissibilità
La domanda deve essere:
- presentata tramite la piattaforma DGCOL (non sono ammesse altre modalità);
- firmata digitalmente dal legale rappresentante del soggetto richiedente;
- corredata di tutta la documentazione prevista dal D.I. del 13 agosto 2021 e specificata all’interno della piattaforma;
- inviata entro il 28 febbraio 2026: fa fede la data di invio registrata dalla piattaforma DGCOL, riportata nella PEC generata automaticamente al termine della compilazione.
Su quest’ultimo punto val la pena di essere chiari: non conta la data in cui si inizia a compilare il modulo, né quella in cui si raccoglie la documentazione. Conta la data in cui la piattaforma certifica l’avvenuto invio. Aspettare l’ultimo giorno utile, come spesso accade, è un rischio inutile.
Dove trovare assistenza
L’ufficio responsabile del procedimento è il Servizio II della Direzione generale Spettacolo. Per chi avesse dubbi in fase di compilazione o necessità di chiarimenti tecnici, sono disponibili:
- il manuale per la compilazione delle domande, reperibile nella sezione “DGCOL – Materiali utili” della piattaforma;
- i punti di contatto per assistenza, raggiungibili tramite la sezione Contatti e assistenza del sito;
- l’indirizzo e-mail dedicato all’istruttoria: taxcreditmusica@cultura.gov.it.








