Interrogazione a risposta in commissione in merito al trattamento della categoria dei cantanti impiegati in sala di incisione

Segnaliamo la seguente interrogazione parlamentare presentata dagli Onorevoli Giuliano Cazzola e Federico Testa al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali in merito alla modifica delle fasce di retribuzione dovute dall’ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS) per la categoria dei cantanti lavoratori professionisti:

“Interrogazione a risposta in Commissione

Al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. – Per sapere, premesso che:-

Il Decreto Ministeriale 29 dicembre 2003 recante “determinazione delle retribuzioni convenzionali dovute all’ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello pettacolo, per la categoria dei cantanti ” ha fissato delle tabelle di retribuzioni medie e convenzionali per i particolari categorie di lavoratori dello spettacolo, tenendo conto delle specificità con cui questi lavoratori svolgono le mansioni attinenti alla propria professionalità;

Per tali categorie e figure professionali è prassi eccezionale la presenza della contrattazione collettiva o di accordi interprofessionali;

Le retribuzioni convenzionali sono, pertanto, un’esigenza imprescindibile per garantire un corretto rapporto contributivo con l’ente previdenziale;

le retribuzioni convenzionali per le categorie lo spettacolo, come cantanti musicisti (l’elenco non ha carattere tassativo) di cui all’elenco recato all’articolo 3 del Decreto Legislativo Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947n. 708 hanno dato luogo a parecchi inconvenienti perché appare oggettivamente sproporzionato, con riferimento alla prima fascia, ( da 0 a 30.000 ) il numero dei supporti fonografici venduti, in quanto non adeguata a cogliere le oggettive differenze di figure professionali che agiscono in un ambito tanto ampio;

inoltre, una siffatta ripartizione non prevede – come sarebbe invece opportuno – l’esenzione per le copie dei supporti fonografici che i professionisti producono a scopo di promozione e senza finalità di carattere commerciale;

sembra quindi necessario prevedere una fascia congrua di supporti esonerata da vincoli fiscali e contributivi modificando in tal senso il decreto ministeriale citato;

tale più realistica impostazione consentirebbe di contrastare i processi di evasione ora frequenti;

è possibile completare la manovra mediante una rimodulazione delle fasce, in accordo con le categorie interessate:-

se il Ministro interrogato intenda procedere ad una riformulazione del Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2003 al fine di prevedere – oltre ad una più adeguata rimodulazione delle fasce – una soglia d’esenzione fiscale e contributiva dei supporti fonografici prodotti che sia finalizzata a scopi promozionali e non commerciali, consentendo così un assetto meglio corrispondente alle caratteristiche del settore.

Cazzola, Testa

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