Licenze tradizionali e licenze Creative Commons a confronto

Il 27 novembre si è tenuto a Milano l’incontro tra il Presidente della Siae Giorgio Assumma e il Ceo di Creative Commons Joichi Ito dal titolo “Copyright e Creative Commons. Diritti e poteri sul web”, organizzato dal Presidente di Reti Spa Massimo Micucci. Al dibattito hanno assistito i rappresentanti del mercato delle telecomunicazioni, della stampa specializzata e delle principali associazioni di consumatori.
Il tema dominante dell’incontro è stato quello della fruibilità dei contenuti messi a disposizione tramite le reti telematiche: “Dobbiamo partire da un presupposto. – ha dichiarato il Presidente della Siae Giorgio Assumma – Il diritto d’autore, in Italia come nel resto del mondo occidentale, è la regola, poi ci sono le eccezioni. Non dubito che il gratuito possa aiutare la diffusione dell’opera, ma ciò avviene ad ogni novità. Ai tempi delle radio private, si sosteneva che non dovevano corrispondere i diritti, perché promuovevano la musica: anche i concerti dal vivo promuovono la musica. Ogni esecuzione la promuove e con questo principio, nessuno corrisponderebbe i diritti. Per ciò, anche in Internet, in cui si rispettano i basilari principi economici (costi di connessione, dei software ecc) vanno rispettati i diritti d’autore, che non sono una tassa, ma il frutto d’un lavoro. Il sistema dei Creative Commons, che rispetta la paternità dell’opera e altri principi cardine del diritto d’autore, postula una flessibilità assai articolata, la cui gestione operativa va studiata: per questo la Siae è disposta ad intensificare gli incontri con i Creative Commons”.
D’altra parte, attualmente nessuna Società di gestione collettiva dei diritti d’autore rilascia licenze Creative Commons, se non, sperimentalmente l’olandese Buma e la danese Koda. “La formula dei Creative Commons – ha detto Joichi Ito – serve a legalizzare l’attività di chi scarica, condivide e copia contenuti solo per ragioni non commerciali, senza negare il diritto degli autori a vedere ricompensata la propria opera. Non pensiamo affatto che si debba scaricare tutto gratis”.
Secondo una ricerca Gpf, la maggioranza degli utenti di Internet è alla ricerca di contenuti gratuiti mentre la consapevolezza che scaricare senza autorizzazione materiali protetti arrechi danno agli autori o agli altri aventi diritto è condivisa dal 53% degli intervistati.

Fonte: Dirittodautore.it.

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