Digital store: è possibile una licenza da società di gestione collettiva straniere?

Il seguente articolo è stato precedentemente pubblicato nella rubrica “Note Legali risponde” tenuta sul sito Plindo, in forma di domande specifiche degli utenti e nostre risposte. Lo ripubblichiamo qui integralmente, trovando questa forma utile per aiutare la comprensione dei nostri lettori.

Sto aprendo uno store online che permette agli utenti di vendere la propria musica, come descritto in un vostro articolo dite che è possibile delegare la SIAE solo in italia e per il resto del mondo affidarci ad una società estera, questo discorso vale anche per gli store o solo per gli utenti? La SIAE mi starebbe erogando una licenza per offrire questo servizio in tutto il mondo ma il compenso da pagare è improponibile. Posso decidere di scegliere un’altra società di gestione collettiva che offre gli stessi servizi?

 Facciamo chiarezza: la SIAE non chiede il versamento di tasse (destinate allo Stato per determinati servizi) bensì il compenso dovuto per legge agli autori di musiche e/o testi. Quei soldi, dedotto l’aggio amministrativo SIAE, andranno agli autori, compositori ed editori musicali delle opere utilizzate, come remunerazione per aver l’utilizzazione stessa.

Detto questo, se utilizzi repertorio di SIAE, ovvero di autori/compositori iscritti alla SIAE o ad altre società di gestione collettiva con la quale SIAE abbia rapporto di reciproca rappresentanza, devi per forza richiedere una licenza multimediale a SIAE, che però è limitata alla “distribuzione digitale”, sul territorio italiano.

Ora, poiché la territorialità in Internet è questione difficile, e non ti è possibile richiedere una licenza per ciascun paese nel quale vuoi che sia possibile scaricare musica dal tuo sito, una recente direttiva europea, in corso di approvazione, ha posto le basi per licenze multi-territoriali. Ovvero, sarà possibile, in prospettiva, rivolgersi alla società di gestione collettiva che fa il migliore prezzo per una licenza multimediale, e la licenza varrà per tutto il territorio europeo.

Ad oggi, tutti gli utilizzatori di musica online – che abbiano server in territorio italiano o che siano di cittadinanza italiana – sono soggetti obbligatoriamente all’intermediazione della SIAE (che ne ha il monopolio legale) per il versamento dei diritti d’autore. Non c’è quindi alcuna scelta possibile in Italia: il titolare/responsabile di un sito o pagina web che sfrutta (anche a titolo gratuito o promozionale che sia) opere musicali di autori iscritti in società di gestione collettiva (quindi anche autori stranieri) deve sottoscrivere la licenza apposita con la SIAE, altrimenti commette un illecito.

Si badi tuttavia che la SIAE offre condizioni economiche agevolate per tali licenze, ad es. qualora si tratti di autori, editori o produttori fonografici che sfruttano online solo opere dei propri cataloghi. Si veda qui.

È sempre fortemente consigliato contattare gli uffici SIAE dedicati alle licenze multimediali in parola, per farsi fare un preventivo preciso e capire quale sia la licenza più adatta alla propria situazione.

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Autore

Andrea Michinelli

Avvocato, cofondatore e membro del consiglio direttivo di Note Legali, si occupa da anni di diritto dello spettacolo e delle nuove tecnologie, in particolare nel settore musicale.